Quando si cammina tra vicoli, scalinate e case scavate nella roccia, Matera sembra sospesa tra una città mediterranea e un paesaggio preistorico. I Sassi di Matera raccontano secoli di vita quotidiana, povertà, ingegno e rinascita, ma per apprezzarli davvero bisogna sapere dove andare e come organizzare la visita. Qui raccolgo storia, luoghi da vedere, itinerario, costi indicativi e consigli pratici per vivere l’esperienza senza correre.
La guida essenziale per vivere Matera oltre la semplice fotografia
- Patrimonio UNESCO dal 1993, il sito comprende i due rioni rupestri e il Parco delle Chiese Rupestri.
- Per una prima visita servono almeno 4-6 ore, mentre una notte permette di apprezzare meglio atmosfera e panorama.
- Le tappe più significative sono Sasso Caveoso, Sasso Barisano, Civita, Casa Grotta e Murgia Timone.
- Il centro storico si visita soprattutto a piedi, con salite, gradini e pavimentazione irregolare.
- Nel 2026 alcuni ingressi costano da 4,50 a 25 euro, in base al numero di chiese e siti inclusi.

Che cosa sono davvero i Sassi e perché sono unici
I Sassi sono gli antichi quartieri rupestri di Matera, costruiti sfruttando le grotte naturali e la tenera roccia calcarenitica della gravina. Non si tratta quindi di un semplice insieme di abitazioni scavate nella pietra, ma di un sistema urbano completo fatto di case, chiese, cisterne, botteghe, cortili e percorsi sovrapposti.
I due nuclei principali sono il Sasso Caveoso, più aperto verso la gravina e dall’aspetto quasi teatrale, e il Sasso Barisano, più fitto e ricco di abitazioni costruite una sopra l’altra. Tra i due si trova la Civita, il cuore più antico, dominato dalla Cattedrale di Maria Santissima della Bruna e di Sant’Eustachio.
La genialità del luogo sta nell’adattamento all’ambiente. I tetti di alcune case diventano le strade delle abitazioni superiori, mentre le cisterne raccoglievano l’acqua piovana. Io trovo particolarmente interessante questo aspetto perché dimostra che la città non è stata semplicemente scavata nella roccia: è stata progettata insieme alla roccia.
Una storia fatta di abitazioni, abbandono e rinascita
Le grotte della Murgia furono frequentate fin dal Paleolitico, ma l’insediamento si sviluppò in modo più intenso nel corso dei secoli. A partire dall’VIII secolo arrivarono anche comunità monastiche orientali, che ricavarono nella pietra chiese e piccoli eremi decorati con affreschi.
Per lungo tempo i quartieri rupestri furono abitati da famiglie contadine in condizioni difficili. Le case ospitavano spesso persone e animali nello stesso ambiente, con scarsa ventilazione e servizi essenziali. Dopo le denunce sociali degli anni Quaranta, lo Stato avviò lo sgombero dei Sassi negli anni Cinquanta e trasferì gli abitanti in nuovi rioni.
Per alcuni decenni l’area rimase quasi deserta e il patrimonio si deteriorò. Il recupero iniziato dagli anni Ottanta ha restituito funzioni residenziali, culturali e ricettive agli antichi rioni. UNESCO ha riconosciuto il valore del complesso nel 1993, includendo anche il Parco delle Chiese Rupestri in un’area di circa 1.016 ettari.
Questa trasformazione è importante per capire Matera senza ridurla a uno sfondo pittoresco. Dietro gli hotel ricavati nelle grotte c’è una storia recente complessa, e secondo me visitare una casa contadina arredata è il modo più diretto per ricordarlo.
Che cosa vedere durante la prima visita
Sasso Caveoso e Casa Grotta
Comincerei dal Sasso Caveoso, dove il rapporto tra abitato e paesaggio è più evidente. La Casa Grotta di Vico Solitario ricostruisce la vita di una famiglia contadina e mostra letti, utensili, arredi e spazi condivisi in pochi metri quadrati. La visita è breve, circa 15 minuti, ma chiarisce molto meglio la storia sociale della città rispetto a una passeggiata senza guida.
Le chiese rupestri
Tra le chiese più note ci sono Santa Lucia alle Malve, Madonna de Idris e San Giovanni in Monterrone e San Pietro Barisano. Gli ambienti sono raccolti, spesso privi di luce naturale, e conservano tracce di affreschi e stratificazioni religiose. Non le visiterei tutte in modo frettoloso: meglio sceglierne due o tre e dedicare tempo ai dettagli.
La Civita e il Sasso Barisano
Dalla Civita si comprende la struttura complessiva dell’insediamento. La Cattedrale offre un punto di riferimento storico, mentre il Sasso Barisano regala scorci molto suggestivi sulle facciate in pietra e sulle abitazioni sovrapposte. Casa Noha, gestita dal FAI, può essere una buona introduzione audiovisiva alla storia di Matera, soprattutto per chi arriva senza guida.
Leggi anche: Mancia al tassista in Italia - quanto lasciare?
Il panorama dalla Murgia Timone
Per vedere Matera dall’esterno bisogna attraversare la gravina e raggiungere il belvedere di Murgia Timone. Il Sentiero 406 parte da Porta Pistola e presenta un dislivello di circa 200 metri; il percorso comprende anche un ponte sospeso e richiede scarpe adeguate.
La vista migliore arriva al mattino o poco prima del tramonto. Il belvedere non è solo un punto fotografico: permette di riconoscere la forma dei due rioni e di capire quanto il paesaggio naturale sia parte integrante della città.
Come organizzare un itinerario in una giornata
Io dividerei la visita in tre momenti, lasciando spazio alle deviazioni. In questo modo si evita di trasformare Matera in una sequenza di fotografie scattate di corsa.
- Mattina. Partenza da Piazza Vittorio Veneto, discesa verso il Sasso Barisano, visita di una casa grotta e di una chiesa rupestre.
- Mezzogiorno. Passaggio dalla Civita, visita della Cattedrale e pausa in una trattoria del centro storico.
- Pomeriggio. Esplorazione del Sasso Caveoso, scelta di una seconda chiesa e, con condizioni fisiche adeguate, camminata verso Murgia Timone.
- Sera. Rientro nei Sassi per osservare l’illuminazione delle abitazioni, quando la pietra cambia colore e l’atmosfera diventa più raccolta.
Per il solo centro storico calcolerei 3-4 ore. Aggiungendo il sentiero verso la Murgia, la giornata diventa più impegnativa e può arrivare a 6-7 ore. Il percorso non è ideale per passeggini, tacchi o persone con difficoltà motorie, anche se alcune attrazioni sono più accessibili di altre.
Quando andare e come arrivare senza complicarsi il viaggio
La primavera e l’autunno sono le stagioni più equilibrate per camminare. In estate preferirei iniziare presto, perché molte scalinate sono esposte al sole e la pietra riflette il calore. L’inverno offre più tranquillità, ma conviene controllare gli orari ridotti di musei e chiese.
Matera non dispone di una stazione ferroviaria Trenitalia nel centro cittadino. Da Bari si può proseguire con i collegamenti ferroviari o autobus FAL, mentre da Ferrandina il collegamento verso Matera avviene in autobus. In auto è fondamentale verificare parcheggi e permessi, perché l’accesso ai Sassi è regolato da ZTL con varchi elettronici.
Se si soggiorna in una struttura dentro i rioni, non darei per scontato di poter arrivare davanti all’ingresso con l’auto. Chiederei prima indicazioni precise su parcheggio, trasferimento dei bagagli e autorizzazione alla targa. È un dettaglio semplice che evita la situazione poco piacevole di trascinare le valigie su una lunga scalinata.
Quanto costa visitare il complesso rupestre
L’accesso ai vicoli e ai punti panoramici principali è libero, mentre musei, case storiche e chiese rupestri hanno biglietti separati. Le tariffe cambiano in base al gestore, quindi le considero indicative per il 2026 e le ricontrollerei prima della partenza.
| Esperienza | Costo indicativo | Per chi la consiglio |
|---|---|---|
| Una chiesa rupestre | 4,50 euro | Per una visita breve o una prima introduzione |
| Due o tre chiese rupestri | 8-10 euro | Per comprendere meglio arte e uso degli ambienti |
| Casa Grotta storica | 8 euro | Per conoscere la vita domestica nei rioni antichi |
| Casa Noha | 7 euro intero | Per una ricostruzione audiovisiva della storia cittadina |
| Biglietto cumulativo per otto siti | 25 euro | Per chi vuole visitare molti luoghi in una giornata |
Per una visita essenziale metterei in conto 15-25 euro a persona per gli ingressi, esclusi pasti e guida. Il biglietto cumulativo conviene solo se si visitano davvero più siti: acquistarlo per poi entrare in due ambienti è una spesa inutile.
Il modo migliore per ricordare Matera
La fotografia più famosa non basta a raccontare questi quartieri. Io dedicherei tempo a una casa grotta, a una chiesa rupestre e a un punto panoramico sulla gravina, alternando storia e cammino.
Porterei acqua, scarpe con buona aderenza e una borsa leggera. Soprattutto, eviterei di concentrare tutto nelle ore centrali della giornata: Matera si capisce meglio lentamente, quando le strade si svuotano, le luci cambiano e la roccia smette di sembrare una scenografia per tornare a essere una città vissuta.