Cinque borghi, cinque modi diversi di vivere l’Emilia-Romagna
- Brisighella conquista con la Via degli Asini e i tre colli fortificati.
- Dozza è perfetta per chi ama murales, arte contemporanea e vino.
- Castell’Arquato offre uno dei centri medievali meglio conservati della regione.
- Bobbio unisce l’antica abbazia, il Ponte Gobbo e la natura della Val Trebbia.
- San Leo regala panorami spettacolari e una fortezza dalla storia sorprendente.

Come ho scelto i cinque borghi più belli
Non esiste una classifica assoluta della bellezza. In Emilia-Romagna ci sono numerosi centri inseriti nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, ma per questa selezione ho privilegiato varietà paesaggistica, valore storico e facilità di visita. Il risultato comprende borghi collinari, rocche, percorsi artistici e luoghi adatti sia a una gita fuori porta sia a un viaggio di più giorni.
| Borgo | Provincia | Ideale per | Tempo minimo |
|---|---|---|---|
| Brisighella | Ravenna | Storia, passeggiate e gastronomia | 3 ore |
| Dozza | Bologna | Murales, arte e vino | 2-3 ore |
| Castell’Arquato | Piacenza | Medioevo e castelli | 2-3 ore |
| Bobbio | Piacenza | Patrimonio religioso e natura | Mezza giornata |
| San Leo | Rimini | Fortezze e panorami | 3-4 ore |
I tempi indicati non comprendono il pranzo, le degustazioni o le escursioni nei dintorni. Per visitare i monumenti principali, il budget per gli ingressi è generalmente compreso tra 5 e 10 euro a persona, mentre piazze, vie storiche e panorami sono quasi sempre accessibili gratuitamente.
Brisighella è il borgo delle tre colline
Brisighella, in provincia di Ravenna, è probabilmente il borgo più scenografico di questa lista. Il centro si sviluppa ai piedi di tre pinnacoli rocciosi su cui sorgono la Rocca Manfrediana, la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino. La vista d’insieme è notevole, ma il paese si apprezza soprattutto camminando senza fretta.
La Via degli Asini è il simbolo di Brisighella. Questa strada sopraelevata e coperta conserva un aspetto medievale molto particolare e conduce verso il cuore del borgo, tra case colorate, archi e piccoli affacci sulla valle. Io la visiterei al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce rende più belli i muri in gesso e le colline circostanti.
Cosa vedere e quanto costa
- Via degli Asini e centro storico, con ingresso gratuito.
- Rocca Manfrediana e Museo Ugonia, con biglietto intero di 5 euro.
- Torre dell’Orologio, visitabile gratuitamente quando aperta.
- Parco della Vena del Gesso Romagnola, ideale per abbinare il borgo a una passeggiata nella natura.
Brisighella è adatta anche a chi viaggia con bambini, ma alcune strade sono in salita e la pavimentazione può essere irregolare. In estate conviene evitare le ore centrali, mentre primavera e autunno sono le stagioni migliori per combinare visita culturale, olio extravergine locale e cucina romagnola.
Dozza trasforma il centro storico in una galleria a cielo aperto
Dozza, sulle colline vicino a Imola, ha un carattere completamente diverso. Qui il centro medievale è decorato da oltre 200 murales, realizzati nel corso della Biennale del Muro Dipinto. Passeggiare tra le vie significa incontrare opere colorate sulle facciate delle case, spesso senza sapere dove finirà il percorso artistico.
Il fulcro del borgo è la Rocca Sforzesca, una fortezza trasformata nel tempo in residenza signorile. All’interno si trovano arredi storici, sale espositive e l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, che raccoglie oltre 800 etichette regionali. Per me Dozza è la scelta più interessante per chi vuole unire arte, storia e degustazione in poche ore.
Il modo migliore per visitarla
Dedicherei almeno un’ora alla passeggiata tra i murales e un’altra ora alla Rocca. Il biglietto ordinario del museo è indicato in 7,50 euro, ma mostre, orari e tariffe possono cambiare durante l’anno. L’Enoteca è particolarmente utile per conoscere vini meno noti fuori regione, non soltanto il Lambrusco.
Il borgo è raccolto e si visita bene a piedi, ma l’auto va lasciata nei parcheggi esterni al nucleo storico. Un errore comune è limitarsi alle fotografie dei murales: la Rocca e l’Enoteca spiegano perché Dozza non è soltanto un paese decorato, ma un vero itinerario culturale.
Castell’Arquato sembra uscito da un film medievale
Castell’Arquato domina la Val d’Arda da una collina della provincia di Piacenza. Il centro storico sale verso la Piazza Alta, dove si concentrano la Collegiata di Santa Maria, il Palazzo del Podestà e la Rocca Viscontea. Il colpo d’occhio è quello di un borgo rimasto quasi intatto, con vicoli in salita e case in pietra.
La Rocca Viscontea è il monumento più importante. Il mastio, alto circa 35 metri, ospita un percorso dedicato alla storia della fortificazione e del paese. Il biglietto intero è di 6 euro, con riduzioni previste per bambini, over 65 e gruppi. L’ultimo ingresso viene normalmente chiuso 30 minuti prima dell’orario di fine visita.
Una visita tra storia e vini piacentini
Il borgo richiede almeno due ore, ma io aggiungerei una sosta in enoteca per assaggiare Gutturnio, Bonarda o Barbera dei Colli Piacentini. Il vino qui non è un dettaglio gastronomico, ma parte del paesaggio: i vigneti iniziano praticamente appena terminano le mura.La posizione collinare rende la visita meno comoda per chi ha difficoltà motorie. Anche gli orari dei monumenti cambiano tra estate e inverno, con chiusura settimanale generalmente prevista il lunedì. Prima di partire conviene controllare l’apertura della Rocca, soprattutto nei mesi più freddi.
Bobbio unisce abbazia, leggende e paesaggi della Val Trebbia
Bobbio è il borgo più adatto a chi cerca un’esperienza completa. Si trova in Val Trebbia, in provincia di Piacenza, e conserva un patrimonio religioso legato all’Abbazia di San Colombano, fondata nel VII secolo. La basilica, la cripta e il museo raccontano una storia monastica che ha reso Bobbio un importante punto di passaggio per pellegrini e viaggiatori.
Il Ponte Gobbo, conosciuto anche come Ponte del Diavolo, è l’immagine più famosa del paese. Le sue arcate irregolari attraversano il Trebbia e creano uno dei panorami più riconoscibili dell’Appennino emiliano. La leggenda del ponte costruito dal diavolo aggiunge fascino, ma la struttura si apprezza soprattutto per il rapporto tra pietra, acqua e montagne.
Quanto tempo dedicare a Bobbio
Per una visita essenziale servono almeno quattro ore. La basilica è indicata come aperta tutti i giorni dalle 8 alle 19, mentre musei e altri monumenti possono seguire calendari diversi. In estate è possibile aggiungere una passeggiata lungo il fiume o una sosta nelle aree balneabili della valle, sempre rispettando le indicazioni locali.
Bobbio è meno adatto a una visita frettolosa rispetto a Dozza o Castell’Arquato. La distanza dalle principali città e l’assenza di una stazione ferroviaria rendono l’auto il mezzo più pratico, anche se esistono collegamenti in autobus da Piacenza. Il vantaggio è un’atmosfera più rilassata e un contatto più diretto con il paesaggio.
San Leo domina la Valmarecchia dalla sua rocca
San Leo si trova nell’entroterra di Rimini, su un enorme sperone roccioso che sembra emergere dalla Valmarecchia. Il borgo è piccolo, ma la sua posizione è imponente. La Fortezza di San Leo, costruita sulla sommità della rupe, è il punto più spettacolare e offre viste amplissime verso le colline romagnole e il Montefeltro.
Nel centro meritano una visita anche il Duomo romanico, la Pieve e il Palazzo Mediceo. La fortezza è legata alla storia del conte di Cagliostro, qui imprigionato negli ultimi anni di vita, e ospita un percorso museale che rende la visita più interessante anche per chi non è appassionato di architettura militare.
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Informazioni pratiche per il 2026
Per il 2026 il biglietto intero della fortezza è di 10 euro; la tariffa agevolata per i visitatori tra 18 e 25 anni è di 2 euro, mentre l’ingresso è gratuito fino ai 17 anni. Gli orari variano molto tra inverno, primavera ed estate, quindi è prudente controllare il calendario prima della partenza.
San Leo richiede scarpe comode, soprattutto se si vuole esplorare il borgo e raggiungere i punti panoramici. Nei periodi di maggiore affluenza possono essere attivi servizi navetta e limitazioni alla circolazione nel centro. Per questo lo sceglierei per una giornata dedicata, magari abbinandolo a Verucchio o a una passeggiata nella Valmarecchia.
Come organizzare un itinerario senza correre
I cinque borghi non formano un percorso compatto: sono distribuiti tra la Romagna e il Piacentino. Cercare di visitarli tutti in un solo giorno significherebbe trascorrere più tempo in auto che nei vicoli. La soluzione più equilibrata è prevedere almeno tre giorni.
- Primo giorno: Dozza e Brisighella, facilmente combinabili tra colline bolognesi e ravennati.
- Secondo giorno: San Leo, con tempo per la fortezza e i panorami della Valmarecchia.
- Terzo giorno: Castell’Arquato e Bobbio, dedicando più ore a Bobbio per la visita dell’abbazia e del fiume.
La scelta finale dipende dal tipo di viaggio che desideri
Per arte e fotografia sceglierei Dozza, per un’atmosfera medievale Brisighella o Castell’Arquato, mentre Bobbio è la meta più completa per chi ama storia e natura. San Leo è quello che lascia l’impressione più forte grazie alla rocca e alla posizione quasi teatrale.
La cosa più importante è non visitare questi luoghi come semplici tappe da spuntare. Lascia spazio a una passeggiata lenta, a un piatto locale e a una deviazione nei dintorni: è proprio lì che i borghi emiliano-romagnoli mostrano il loro carattere più autentico.